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> la voce della campania, les mots en liberté, maggio 1992


intervista a luigi castellano

di aldo elefante


arte e politica. ne discutiamo con luigi castellano (luca), artista, teorico ed organizzatore attivo a napoli da oltre un trentennio. fondatore del gruppo '58, ha creato e diretto numerose riviste d'avanguardia fra cui documento sud, linea sud, no.


arte e politica: che possibilità di incontro?

il far politica per me è sempre stato innanzitutto un modo di pensare e di essere, ed oggi non so quanti siano capaci di essere fedeli ad un modo di pensare e di essere. se la politica è costruzione di vita, come diceva majakovskij, gli artisti per essere politici dovrebbero incominciare a guardarsi un po’ nello specchio e fare i conti con se stessi. sento sempre dire agli artisti che con la politica non vogliono avere niente a che fare. in effetti guardando all'indietro si scopre che i più grossi traditori che abbiamo visto sulla scena della cultura sono stati proprio gli artisti. 


esiste io spazio per un impegno politico dell'artista? 

spazio ce n'è, ma c'è bisogno di volontà. questo impegno però deve sostanziarsi nel rispetto verso se stessi e soprattutto verso gli altri, che sono da considerare tutti compagni di marcia su questa lunga strada dell'arte. 


qual è il potenziale di modificazione dei rapporti sociali che può esprimere l'attività creativa? l’arte può concorrere a trasformare il mondo? 

io mi auguro che in un avvenire non troppo lontano tutti si possa essere artisti. però già credo che siamo artisti dall'origine del mondo. se si pensa che ogni uomo quotidianamente deve reinventare se stesso per andare avanti: ma quale manifestazione d'arte più importante di un impegno del genere? e quale impegno più politico di questo può esserci? 


la politica culturale della sinistra a napoli. un suo giudizio. 

la sinistra della cultura a napoli è passata per spazi diversi. nel '68 il pci non ha avuto nulla da spartire con le avances che gli intellettuali facevano. io comunque sono stato iscritto al partito fino al 1983, perché ritengo e ho sempre ritenuto che, dovendo fare una scelta, non si possa fare niente senza i comunisti, comunque si presentino. la questione è adesso ritrovare un modo di essere laico e popolare.




renato guttuso e luca alla mostra di peppe pappa, dicembre 1966. courtesy archivio pappa