progettoprogetto.html
noinoi.html
numerinumeri.html
segnalazionisegnalazioni.html
dilatazionidilatazioni.html
glossarioglossario.html
rilevazionirilevazioni.html
note bioautori.html
ideeidee.html
traduzionitraduzioni.html
sdef pssdef_ps.html
narrazioninarrazioni.html
showsshows.html
scheggeschegge.html
one photoone_photo.html
arte & emergenzaarte_%26_emergenza.html
galleriagalleria.html
videoscheggevideoschegge.html
contatti/linkscontatti.html
variavaria.html
 

riccardo notte

il corpo immortale

bulzoni, roma, 2015, pp.185

isbn 9788868970093


di giovanni chiumenti fincati

il corpo immortale è l’ultimo libro di riccardo notte, appena uscito per bulzoni editore (185 pagine, 15 euro). un titolo che a tutta prima rimanderebbe al fantasy, se il sottotitolo non chiarisse i confini della ricerca: longevità e sopravvivenza nell’immaginario tra ottocento e  novecento. ecco un lavoro che scava in quell’incubatrice di miti moderni e contemporanei che è la letteratura, alla ricerca delle ansie ma anche delle aspettative prodotte dalla scienza e dalla tecnica; indagine cui l’autore non è certo nuovo e che iniziò con la pubblicazione su “mass media” del marzo 1991 del lungo saggio cyberspace, vertigine del reale-virtuale, seguito dal volume millennio virtuale e da altri cinque massicci studi tutti incentrati sulla relazione tra la fenomenologia dell’immaginario moderno e contemporaneo e i nuovi scenari antropologici. ma questa volta riccardo notte si sofferma su una delle più discusse e discutibili  aspettative umane: l’immortalità.

certo, l'uomo trova inaccettabile il proprio finale annientamento e perciò da sempre insegue disegni che lo sottraggano a un destino che sgomenta per l'impossibilità o almeno per la difficoltà d'immaginarlo. (se divento niente, divento tuttavia qualcosa - fa notare emanuele severino, filosofo vivente che segnala come non si possa negare uno statuto di esistenza al nulla).

in antico la vita dell'uomo era breve, la violenza degli elementi invincibile, gli agguati d'ogni sorta inevitabili, fatale la corruzione dei resti mortali. fu ragionevole - e tuttora per miliardi di uomini resta ragionevole - credere a una sopravvivenza post mortem in un altro mondo, in un altrove variamente indicato. ma l'uomo contemporaneo riesce a prolungare sempre più la sua permanenza in questo mondo. il  terzo millennio si apre con inediti messaggi, si aggiungono tecniche a tecniche per prolungare la sopravvivenza qui sulla terra, come se la prospettiva fosse quella di uscire dal tempo: una meta potenziale della fisica teorica (già presente, peraltro, in millenari credi religiosi, in filosofie e mitologie attive nelle lontananze plurisecolari).

   intanto, il proposito di rendere il corpo umano immortale, o quantomeno straordinariamente longevo, comporta una rifondazione dell’intera antropologia. come sappiamo, quella sorta di "ideologica tecnologica" che mira ai suddetti scopi si avvale degli apporti della genetica, dell’intelligenza artificiale e delle nanotecnologie. ma ancor più essa si giova del sostegno di una cultura in lenta ma costante costruzione, le cui radici affondano nel rischioso quanto affascinante terreno dell’immaginario moderno e contemporaneo.

il corpo immortale esamina dunque le evoluzioni spesso contraddittorie dei vari miti dell’immortalità o dell’estrema longevità prodotti dalla letteratura degli ultimi due secoli: idee e concezioni "contagiose”, che hanno poi invaso il cinema, i comic books, i serial televisivi, i videogames e il web, generando un milieu di attese e di timori dalle dirompenti potenzialità.

numero 0,3
indexnumero_03.html