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maria grazia cabras

loretto mattonai

all'ombra di un gatto cinese

edizione in proprio, bandecchi&vivaldi stampatori in pontedera, 2014.


di fabrizio scrivano

quanti condividono il sogno di poter leggere un libro scritto e disegnato a mano, con l'impressione di essere davanti all'unica copia esistente, non possono sottrarsi al lavoro di maria grazia cabras e loretto mattoni. anche se non fossero più bambini, le filastrocche e le storielle che una grafia leggera e chiara compone nelle opere lo stra-qui e altri come e all'ombra di un gatto cinese, li farebbero un po' svagare, divertire, e – se sono persone coraggiose capiranno – rimpicciolire ad un'altra età.

la stamperia bandecchi & vitaldi di pontedera (pi) ha realizzato la stampa di questi ed altri volumi degli stessi autori, sia a colori tenui che in un bianco e nero (matita colorata e grafite sono quasi sempre la matrice), usando una carta spessa e sufficientemente opaca, e rilegando fogli a4 dentro un cartone doppio esterno semilucido.

si consiglia di tenere i due oggetti aperti su un piano per parecchi mesi, in modo che da soli o in compagnia si possano leggere occasionalmente e per pochi minuti (se lo si fa con bimbi meglio). e anche se la sottile trama di microdialoghi dovesse un po' scolorire nella memoria, pazienza.

a proposito di pazienza: «john – un mattino l'imperatore xu radunò tutti e disse “ho perso la pazienza e la rivoglio: ritovatela subito o guai a voi!” il nostromo mary grace mi sussurrò “dunque l'imperatore tiene ancora alla sua pazienza, ci aveva litigato forte e sembrava non ne volesse più sentire parlare”. e io “chissà dove sarà lei ora”. poi notammo il micio che indicava un punto preciso. letto – non dirmi che… dov'era quella benedetta pazienza? john – l'imperatore se l'era legata a un dito». dopo una freddura di queste proporzioni non c'è nessun motivo di mangiare un altro ghiacciolo. però a ripensarci ti accorgi che la storiella ha bisogno del suo tempo e che in fondo ti dice una cosa semplice ma non scema: il rancore non farà che renderti intrattabile. ti dice una cosa utile insomma, anche se ormai sei grande, magari troppo grande per cambiare quel tuo caratteraccio.

un'altra gran bella cosa è che i fogli non sono numerati. non sapere bene a che punto sei di una lettura è una sensazione scomoda lì per lì. ma se ci riesce a rilassare e a non voltarsi, “che tanto nessuno ci corre dietro”, né ad allungare il collo verso il futuro, ci si ritrova in una dimensione fluttuante e sospesa, in un piccolo naufragio della mente.

sarà anche perché alcuni personaggi ricorrenti, premierino e la bambina, volano in mongolfiera, guardano il mondo dall'alto e vedono diversamente lo spazio, mentre altri, john e letto, sembrano navigare per mare. ci si può vedere anche un po' della patafisica stile alfred jarry, venendo alla mente quel letto che navigava per terra invece che per mare, e all'occorrenza volava e si rendeva come invisibile agli sguardi banali. magari anche ci si possono vedere le stranezze del mitico barone di münchhausen, che secondo rudolf erich raspe poteva cavalcare le palle di cannone e andare per gli abissi sul destriero marino.

e infine, non s'è ancora detta una cosa importante per far intuire questi libri. la scrittura e il disegno si intersecano con naturalezza ma non sembrano essere in una relazione di illustrazione né di didascalia. sono mondi complementari, che mettono in risalto le rispettive parzialità. in  all'ombra di un gatto cinese, che è tutto fatto e scritto a matita, il disegno prende una direzione emotiva tra l'espressionismo e l'astrazione, mentre in lo stra-qui e altri come, nel quale si vede anche inchiostro in azione, qualche volta è più figurativo. ma l'effetto per il visitatore di questo spazio manuale non cambia: c'è un incrocio di piani che ben rappresenta una fantasiosa composizione degli strumenti grafici.


e se uno volesse averli questi libri? qui inizia un'altra storia che ci permette di entrare in un mondo del libro tutto diverso da come lo abbiamo immaginato fino a ora.

lo abbiamo chiesto agli autori.

«i libri non hanno qualcuno che li diffonda se non gli autori: noi stessi, che li inviamo in dono a chi riteniamo possa coglierne la specificità materiale e ideale, oppure eventualmente a qualcuno che in tal senso ne faccia richiesta. le cose potrebbero cambiare qualora una casa editrice coraggiosa e innovativa, con la quale potremmo eventualmente concordare anche un nuovo aspetto grafico, fosse interessata al progetto».

ma come vi è venuta in mente una cosa così bella e strana?

«il progetto è iniziato (per iniziati?) come idea di una scrittura alternativa, fuori dalle convenzioni del pensiero omogeneizzato e anche da quelle della “letteratura diffusa”. i personaggi (o meglio le presenze parlanti) da esso generati, in particolare il gruppo di bambini, coerentemente si rifiutano in vario modo a forme di subalternità nei confronti di qualsiasi autoritarismo.

i libri su cui le loro azioni si manifestano sono di conseguenza non facilmente raggiungibili: ora come ora afferrabili soltanto da chi sa amarli (e dagli amatori di volumi come questi)».


e insomma, ancora non si sa come poterli far girare questi libri / non libri, ma se uno avesse una buona idea può sempre provare a contattarmi.

numero 0,3
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