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incollare cartoline

di giannetto bravi

pubblichiamo qui uno scritto del maggio 2003 che giannetto bravi chi chiese di inserire nel magazine una paio di mesi prima della sua scomparsa nel luglio scorso.

bravi era un artista autentico di quelli che non se ne fanno più. ha prodotto un universo concettuale complesso in maniera semplice, senza sforzo. la dimensione estetica vissuta come gioco gli consentiva di bypassare l’assenza di senso e l’impermanenza dell’esistente. aveva capito che l’artista vive da dio ignorando la fine e di fatto non finendo. ae






procurarsi il necessario di base come la colla, il supporto, il pennello, un panno morbido possibilmente di lino già lavato più volte, ovviamente le cartoline di soggetto desiderato e tagliare le unghie il più corte possibile unitamente ad eventuali pellicine per evitare di segnare la cartolina nel pressarla sul supporto.

la colla da scegliere non può che essere il vinavil, va bene anche l'univil o quanto altro purché la sostanza base sia il vinavil della vecchia montecatini: non trasuda, non modifica la superficie dell'immagine, non vetrifica, non si altera al caldo od al freddo.
non iniziare il lavoro con il contenitore di colla pieno, potrebbe inavvertitamente essere rovesciato e, quindi, imbrattare il vostro studio o riversarsi sul quadro che state portando avanti. pertanto, è consigliata una quantità minima sufficiente a terminare il lavoro di un giorno o quasi. ciò vi consentirà una più rapida diluizione (massima al 5% d'acqua) direttamente con il pennello senza ricorrere a bacchette, asticelle o similari.

il pennello da utilizzare dovrà essere di setole semirigide della larghezza di 3-4 cm di altezza 5-6 cm. va intinto e rigirato rapidamente per quattro-cinque volte, poi premuto sul bordo del contenitore per ridurre l'eccesso di colla in modo che dalla pennellata sulla cartolina ne risulti appena un velo.

la cartolina va sostenuta tra le dita ed il pollice della mano sinistra, se destrorsi, formando una superficie concava sulla quale rapidamente far scorrere il pennello per più di tre quarti della stessa. rigirarla poi con le dita della mano destra (pollice-indice) e completare di ricoprire la superficie conservando la concavità. rapidamente perché la colla tende ad asciugarsi in breve tempo. questa va distribuita premendo il pennello sull'incavo della cartolina sino alla sua base e facendolo scivolare verso l'esterno della superficie per portare via eventuali granuli o pelucchi che si fossero formati.
se questi dovessero resistere, comunque, al passaggio del pennello, far sfiorare dall'estremità delle setole la superficie senza toccarla, ma vincendo il microscopico dislivello che il granulo forma; questo verrà sospinto in più riprese verso la periferia sino a scomparire. se ancora dovessero persistere irriducibili, allora usare il polpastrello dell'anulare, pur continuando a reggere il pennello tra l'indice ed il pollice, e pizzicare il granulo o il pelucco senza schiacciarlo. questo per capillarità resterà aderente al polpastrello che poi verrà ripulito da quello del pollice, avendo risistemato il pennello tra l'indice e il medio. oppure appoggiare il pennello sul bordo del contenitore e lavorare con la mano libera.

ripetere l'operazione sino all'eliminazione di altri eventuali granuli o pelucchi, sempre agendo con velocità per evitare che la colla si asciughi. purtroppo la formazione dei granuli è legata non tanto ad una cattiva diluizione della colla quanto al formarsi lungo le setole di microscopici nuclei di colla secca. si può ovviare in parte a questo inconveniente lavando più volte il pennello ed asciugandolo successivamente per evitare una eccessiva diluizione. e' importante eliminarli, come prima descritto, perché altrimenti nell'incollare la cartolina sul supporto si viene a formare un rilievo sgradevole che altera l'immagine, in particolare controluce.
questi maledetti granuli, i pelucchi danno meno fastidio, non sono facilmente visibili. per essere certi di individuarli è necessario usufruire di una luce naturale o artificiale che consenta, utilizzandola radente sulla superficie, di metterli in evidenza.

quando si va ad appoggiare la cartolina sul supporto, partire con il piede giusto nel senso che va rispettata al decimo di millimetro la sua collocazione. un errato posizionamento, non rispettoso di un perfetto accostamento lungo i bordi, si ripercuote su tutte le altre cartoline con scostamenti che si ampliano in proporzione al numero delle stesse. conviene, quindi, accostare prima di tutto i bordi, quando si è certi che non vi sia soluzione di continuità spalmare con una leggera pressione della mano destra la superficie della cartolina sul supporto, trattenendo con la sinistra la stessa al bordo di quella precedentemente incollata. la prima cartolina, ovviamente, va sistemata a squadra con l'angolo del supporto scelto come partenza. attenzione, prima di procedere, fare una prova di sistemazione delle immagini secondo le vostre scelte e controllare che gli eventuali non allineamenti vengano compensati da un'attenta successiva sistemazione (le cartoline non sono perfettamente a squadra). l'esperienza vi aiuterà.

l'accostamento, tra una cartolina e l'altra, è facilitato quando queste sono state stampate su cartoncino che crea un lieve scalino da guida per allineare la successiva. se stampate su carta plastificata il dislivello è minimo e nell'accostamento tendono a sovrapporsi. se questa sovrapposizione è dell'ordine di decimi di millimetro si può far rientrare premendo con il piatto dell'unghia lungo il bordo. 
inoltre, purtroppo, le cartoline plastificate al contatto con la colla tendono a deformarsi e perdere la concavità, anche se ben trattenute dalla mano. pertanto, la leggera pressione iniziale sulla cartolina, per farla aderire sul supporto, man mano dovrà crescere e le dita comprimere sempre di più eventuali rigonfiamenti che dovessero crearsi, sino ad eliminarli.
controllare, quindi a luce radente, che non ve ne siano come pure non ci siano lievi distacchi lungo i bordi, in questo caso adoperarsi come per i dislivelli con il piatto delle unghie. od ancora che non vi siano residui di colla od opacità, dovute al trasudare delle mani.
a queste ultime lievi imperfezioni si ovvia facilmente con il panno di lino inumidito nell'acqua o più semplicemente dalla propria saliva.

per quanto riguarda il supporto questo può essere rigido come la masonite, il compensato, il tamburato od altro purché levigato e di spessore proporzionato all'ampiezza della superficie: un metro quadro richiede uno spessore di un centimetro. 
oppure plastico come la tela, preparata a grana fine, per le grandi superfici onde evitare un peso eccessivo dell'opera. in questo caso, però, seguendo le indicazioni prima menzionate per l'incollaggio, è necessario procurarsi un quadrato di 50-60 cm di lato da utilizzare al di sotto della tela in modo che il suo spessore compensi quello del telaio. oppure lavorare su una tela stesa su un supporto proporzionato e dopo intelaiarla.

auguri di buon lavoro