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corpo

è possibile che nell'epoca del lifting,della chirurgia estetica,del body building,del rimodellamento estremo del corpo, i disattenti benpensanti si scandalizzino ancora a vedere nasi ombelichi sopracciglia capezzoli labbra vaginali glandi forati,capelli colorati nei colori più accesi,pelli disegnate? il ridisegno del corpo nelle sottoculture giovanili degli anni ottanta e novanta va letto oltre la superficialità del dato di costume: è una pulsione analoga a quella della capsula di titanio che scende nello stomaco di stelarc e ci restituisce immagini aliene e agghiaccianti dell'interno di un corpo,parallela alla ricostruzione del viso di orlan che ne fa un museo vivente dell'immagine femminile occidentale nella modernità,sorella del sangue che fuoriesce dal corpo liscio e bianco di franko b. è il sintomo che le basi culturali della società si vanno frammentando, decomponendo in una giustapposizione relazionata di legami e segni tribali o neo-tribali. le nuove estetiche del corpo alla svolta del millennio vanno oltre l'estetica intesa come teoria dell'arte,vanno oltre l'arte,segnalano che non c'è più uno sguardo che si pretende neutro(in realtà bianco e maschile), e che quindi non c'è più neppure un corpo neutro. per secoli il corpo è stato l'intersezione degli sguardi dei membri del gruppo,della comunità,della società,è stato il luogo sulla cui superficie essi si incontravano, e in tal modo definivano e verificavano le norme dell'agire comune e del vivere insieme: per questo il corpo è stato la sede e l'espressione del conflitto fondamentale dell'essere uomo,quello fra natura e cultura,un conflitto tutto interno all'uomo e alla società,ma a cui ci ha fatto comodo,spesso,attribuire un carattere oggettivo. oggi i termini fondamentali di quel conflitto non sono più proponibili nè al modo degli antichi nè a quello dei moderni,e quindi oggi diviene impossibile continuare a definire il corpo con la normalità dello sguardo,perchè non esiste più alcun criterio per definire questa normalità. c'è stato un lungo processo,nella storia,di artificializzazione del corpo,che è poi il processo che ha portato alla costituzione dell'uomo in quanto tale,in quanto essere umano. in questo processo l'uomo è sospeso tra l'attaccamento alla sua base naturale e l'aspirazione a trascendere questa base naturale: questo,non altro,è il processo di antropizzazione di se stessi e del mondo.bene,oggi questo processo di artificializzazione non può più essere ricondotto a una norma di buona socializzazione,di addomesticamento della parte selvaggia che continuiamo a portarci dentro. questa è l'epoca della diffusione del simulacro,della disseminazione del corpo nelle reti digitali,dell'intrusione umana nei meccanismi genetici;e con questi processi l'addomesticamento è andato così avanti, che paradossalmente ha fatto saltare i confini tra i due ambiti che avrebbe dovuto separare,quello della naturalità,della spontaneità,e quello della cultura, della costruzione dell'uomo in quanto essere umano. il corpo mutato del prossimo millennio,perciò,è un corpo selvaggio,un corpo che ha talmente assorbito e rielaborato i meccanismi dell'artificiale,da renderli biologici,da rendere d'un colpo obsoleta ogni distinzione fra la cultura e la biologia. questa è la mutazione che oggi lo riguarda,e un processo così sconvolgente e dirompente non può essere contenuto nei confini di nessun pensiero,di nessuna cultura della consolazione,di nessuna nostalgia della modernità, ma anche di nessuna fantasia ideologica,come si suol dire,"new age".

antonio caronia